Diritto all’Oblio, le redazioni


Nella stragrande maggioranza dei casi, le richieste di diritto all’oblio riguardano articoli pubblicati da quotidiani online, sia generaliste che locali, su un determinato avvenimento. 

Quando si avviano progetti di bonifica reputazionale che coinvolgono contenuti giornalistici, è necessario tenere in considerazione diritti diversi.

Il primo è il diritto di cronaca, codificato dall’Art. 21 comma 1 della Costituzione, che garantisce la libertà di espressione del pensiero e permette di riportare e diffondere fatti e avvenimenti di interesse pubblico o che accadono in pubblico.

L’altro è il diritto alla privacy dei propri dati, previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo n. 196/2003).

La giurisprudenza, come spesso accade, si trova nella condizione di dover equilibrare due diritti contrastanti, ma nel momento in cui l’informazione è recente, veritiera e di acclarato interesse pubblico, il diritto di cronaca prevale su quello alla privacy del singolo individuo.

In questo caso, il gruppo Trizio Consulting può contare sulla capacità dei propri consulenti ed esperti di entrare in contatto con i responsabili editoriali e legali delle redazioni giornalistiche per rappresentare al meglio i propri clienti.

Si tratta di un know-how che abbiamo sviluppato nel corso di oltre vent’anni di esperienza e che deve unire a competenze legali e di conoscenza delle normative europee, anche la comprensione delle dinamiche e della deontologia giornalistica, i cui principi sono contenuti nella Carta dei Doveri del Giornalista del 1993.

Il diritto all’oblio in relazione ai soggetti assolti

Nel caso in cui il nostro cliente abbia ottenuto un’assoluzione per un procedimento penale, le redazioni giornalistiche sono generalmente disponibili a garantire il diritto all’oblìo.

In questo caso, il lavoro del nostro team è quello di circostanziare adeguatamente la domanda dell’interessato, confermando anche documentalmente il fausto esito del procedimento, al fine di far valere adeguatamente, ed entro tempi ragionevoli, tutte le garanzie riservate dalla legge ai soggetti assolti o per i quali è stato previsto un non luogo a procedere.

Alcune volte, i giornali pubblicano la notizia dell’assoluzione di un imputato, compiendo un’operazione deontologicamente molto corretta, ma spesso, sotto l’aspetto della reputazione, ciò costituisce un modo di riportare all’attenzione del pubblico quanto avvenuto. 

Ecco perché i nostri consulenti sono formati per ottenere la completa cancellazione di ogni traccia di un processo conclusosi con l’assoluzione.

Il diritto all’oblio per le pene estinte

Nel caso in cui il nostro cliente sia stato condannato ma abbia completamente scontato la pena, è possibile beneficiare del diritto all’oblio, anche e soprattutto in un’ottica di riabilitazione delle persone.

In realtà, non esiste una legge che stabilisca in maniera assoluta la tempistica del diritto all’oblio; è più corretto dire che vi è un orientamento nella giurisprudenza, che emerge dall’analisi delle sentenze degli ultimi anni, per cui il diritto all’oblio si attesta in un periodo dai due ai cinque anni da quando la pena è stata definitivamente scontata.

In tale scenario, i nostri consulenti devono adeguatamente circostanziare le domande presso i responsabili legali delle redazioni giornalistiche, dimostrando che la pena è stata effettivamente scontata e che sussistono gli elementi e i requisiti necessari per ottenere la deindicizzazione o la rimozione dei contenuti. 

Di basilare importanza in queste situazioni sono i rapporti di fiducia che il Gruppo Trizio Consulting ha instaurato negli anni con i responsabili legali di ogni tipo di redazione e la professionalità ed esperienza nella gestione delle comunicazioni e dei rapporti con i gruppi editoriali.

In questo caso, la conoscenza maturata in ambito europeo è fondamentale per portare a termine efficacemente i nostri progetti.

Il diritto all’oblìo per gli imputati ancora in attesa di giudizio

Nel momento in cui un soggetto è ancora sotto processo o ha ottenuto una condanna che non è stata ancora estinta, il diritto all’oblio non si può applicare.

Per queste situazioni, consapevoli che il diritto di cronaca deve giustamente prevalere, è necessario utilizzare diverse strategie reputazionali le quali, pur rispettando i diritti del pubblico ad essere informati,  possano contribuire al rilancio della reputazione della persona, sempre qualora ne sussistano i requisiti legali e reputazionali.

Il cuore della nostra strategia: i rapporti con le redazioni

Il continuo lavoro dei nostri consulenti con le principali istituzioni europee e le realtà editoriali italiane, ci ha permesso di maturare un vantaggio competitivo unico e insostituibile: le relazioni di fiducia.

Complesso, ma importante, è sapersi orientare nel panorama editoriale italiano: le grandi redazioni organizzate, proprie delle testate giornalistiche nazionali, hanno una struttura burocratica e gerarchica, necessaria per la creazione e gestione di una grande quantità di contenuto. In questo caso, è la norma doversi interfacciare sia con i responsabili editoriali che con gli studi legali di riferimento.

Le redazioni locali sono tecnicamente più semplici da contattare, ma sono giustamente dotate di un elevato senso dell’inchiesta giornalistica e del diritto all’informazione della propria comunità, motivo per cui ogni domanda deve essere adeguatamente circostanziata, attraverso la scelta della strategia più adatta per garantire i diritti del nostro cliente.

Altre tecniche ancora si rivelano necessarie per gestire le relazioni con blogger e siti di informazione indipendente, per i quali è necessario eseguire delle attente analisi preliminari al contatto, per comprendere l’orientamento e l’approccio.